Rubrica a cura di Cristina Sala, appassionata di ecologia e attivista FIAB.

(articolo pubblicato su Imperia News il 30/04/20)

 

L’industria automobilistica gode da sempre d’incentivi per la rottamazione, e non c’è giorno in cui la pubblicità non ci induca a pensare che l’auto farà di noi persone migliori, anche se la usiamo per fare mezzo chilometro nel traffico.

Nell’era del “cambierà tutto” una bella novità sarebbe cambiare abitudini.

Camminare di più, premiare i cittadini che fanno scelte ecologiche e favorire l’acquisto di mezzi meno impattanti dell’auto.

 Per questo fra le richieste fatte da FIAB al Governo, ci sono gli incentivi:

“Introduzione, già dal prossimo “decreto aprile”, di forti incentivi economici e finanziamenti per il potenziamento della mobilità attiva, come alternativa all’uso dell’auto privata e complementare al trasporto pubblico.

Ad esempio: bonus-mobilità per i cittadini (acquisto bici elettriche, servizi di bike sharing e micromobilità), premialità e rimborsi chilometrici”.

 

L’Italia con 62,4 auto ogni 100 abitanti, è al primo posto in Europa per numero di veicoli pro capite, nonostante il 40% degli spostamenti quotidiani non superi i due chilometri, e il 15% un chilometro.*

Distanze che si coprirebbero molto più efficacemente a piedi o in bicicletta, facendo davvero di noi persone migliori, meno stressate e più in salute.

È bene sapere che ogni anno circa 80.000* persone, in Italia, perdono la vita a causa dell’inquinamento atmosferico.

Il Covid19 attualmente ha fatto 27359* vittime.

Questo paragone desidera solo far riflettere sulla gravità del problema inquinamento, indicato di recente come possibile aggravante per la diffusione del Corona Virus.

 

La mobilità è causa di una parte rilevante dell’inquinamento, e se indirizzata su mezzi sostenibili, garantirebbe città più vivibili.

Le categorie più fragili (anziani, bambini, mamme con passeggini, disabili) sarebbero naturalmente le prime ad averne un vantaggio.

Quindi, ripensare la mobilità, dovrebbe essere in cima all’agenda del governo.

Gli incentivi sono un ottimo inizio e possono riguardare anche rimborsi per chi va al lavoro in bicicletta.

Lasciare l’auto a casa è un comportamento che deve essere incoraggiato all’inizio, ma di solito si trasforma in un’abitudine irrinunciabile quando se ne sperimentano i vantaggi: zero code, zero spese per il parcheggio, e una nuova sensazione di benessere, indotta dal movimento.

 

Il traffico a Imperia è caratterizzato da molti spostamenti brevi, ma i dislivelli possono scoraggiare l’uso della bicicletta. Per questo un incentivo economico può essere utile per l’acquisto di un’e-bike e vincere le resistenze.

Un esempio: il centro di Oneglia si raggiunge in un attimo da Barcheto e Castelvecchio (da 6 a 10 minuti in bicicletta).

 

Oltre ai vantaggi descritti, Copenhagen e Amsterdam, insegnano che non ci sono cose che non si possano trasportare con una bicicletta.

Dal cestino, alle borse, fino alla “Christiania Bike” nata proprio a Copenhagen, una bici ben attrezzata può trasportare di tutto: la spesa, i bambini, cani e oggetti voluminosi.

 

Invece le Cargo Bike sono diventate il simbolo di una rivoluzione dei trasporti in città: si diffondono per consegne di ogni tipo, all’insegna della sostenibilità.

Ormai le soluzioni esistono e sono personalizzabili per tutte le esigenze, il limite lo stabilisce la creatività delle persone.

Oggi la mobilità presenta dei problemi e dobbiamo uscire dai soliti schemi per risolverli.

Come direbbe Albert Einstein

“Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l’ha generato.”

 

* dati Agenzia europea dell’ambiente

* dati Istituto superiore di formazione e ricerca per i trasporti

* dati Ministero della Salute al 29 aprile